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Newsletter n. 14

Comune e Ferrovie dello Stato discutono sul futuro degli Scali ferroviari di Milano

La riqualificazione degli scali ferroviari di Milano è destinata a cambiare il volto della città per i prossimi 50 anni e forse più. Viste le dimensioni e l’ubicazione delle aree qualcuno ha paragonato la portata di questi progetti agli sforzi di ricostruzione del Secondo dopoguerra.

Grazie alla sua posizione e alla sua rilevanza commerciale, Milano è da fine Ottocento un importante crocevia ferroviario. Nel corso dei decenni, sino agli anni Trenta, la rete ferroviaria cittadina si è sviluppata divenendo più o meno quella di oggi.

Dopo molti anni di relativo funzionamento del sistema basato su 10 scali, qualcosa è cambiato: Milano ha progressivamente perso la sua vocazione industriale e il Paese, nonostante una sviluppata rete ferroviaria, ha scelto di privilegiare il trasporto merci su gomma. La combinazione di questi due fattori ha reso evidente che gli scali merci presenti in città erano ormai troppi rispetto alle reali esigenze.

Così sono stati individuati sette scali ormai abbandonati (Farini, Lambrate, Porta Romana, Porta Genova, San Cristoforo, Rogoredo e Bicocca), di cui 6 esposti nel sito web www.investinitalyrealestate.com e quasi tutti a ridosso del centro, che il Comune di Milano, in accordo con il proprietario, Ferrovie dello Stato, vorrebbe riqualificare: insieme, coprono una superficie di 1,25 milioni di metri quadrati.

Il primo passo per avviare il progetto di riqualificazione è stato mosso 15 anni fa. Dopo vari accordi, a novembre del 2016 è stata approvata a larga maggioranza dal Comune di Milano una delibera che limita la SLP ed impone precisi vincoli all’uso delle aree ferroviarie interessate.

Dopo avere coinvolto anche la popolazione in quelle che saranno le scelte di base dei progetti, si è iniziato a discutere su un nuovo obiettivo da raggiungere: il Comune di Milano, si impegna a cambiare la destinazione d’uso delle aree per consentire a Ferrovie di venderle o di costruirci sopra, e in cambio Ferrovie dello Stato cederà una quota di queste aree all’utilizzo pubblico ed investirà per potenziare i trasporti locali.

I positivi incontri tra i due protagonisti prosegue, con la convinzione che raggiungere un nuovo accordo non sarà così difficile.

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