L’ex Palazzo delle Finanze di Palermo, imponente complesso del 1587 situato lungo via Vittorio Emanuele tra piazza Marina e il Bacino della Cala, occupa un intero isolato nel cuore del mandamento Castellamare. Edificio storico a quattro elevazioni, nasce sulle antiche strutture della Vicaria e conserva un rilevante valore architettonico. Vincolato ai sensi del D.Lgs. 42/2004, si presta oggi a nuove funzioni sociali, culturali e commerciali compatibili.
Il Palazzo delle Finanze di Palermo è un edificio monumentale cielo‑terra situato tra corso Vittorio Emanuele, via dei Cassari, via dei Tintori e via di Porto Salvo. È articolato in quattro piani fuori terra organizzati attorno a una vasta corte interna e presenta una superficie lorda complessiva di circa 14.224 m² e una superficie territoriale pari a 3.874 m². Costruito a partire dal 1578 sulle preesistenze del Carcere della Vicaria, fu oggetto di una profonda trasformazione nel 1840 ad opera dell’architetto Emanuele Palazzotto, che conferì all’immobile l’attuale impianto neoclassico con portici, paraste, volte e ambienti di rappresentanza di elevato pregio storico‑architettonico. L’edificio, sede nel tempo della Regia Dogana, delle carceri cittadine e successivamente delle principali amministrazioni finanziarie dello Stato, è rimasto in uso fino al 2004, risultando oggi inutilizzato e in condizioni manutentive critiche. È tutelato ai sensi del D.Lgs. 42/2004, con dichiarazione di interesse culturale che ne vincola ogni intervento. Secondo il vigente PRG, il bene ricade in Zona A1, destinata ai manufatti storici, dove sono ammessi interventi di restauro e risanamento conservativo e destinazioni compatibili quali funzioni culturali, sociali, amministrative, direzionali, ricettive o commerciali di piccola e media struttura. Ciò consente scenari di rifunzionalizzazione in chiave culturale, direzionale o turistico‑ricettiva, nel pieno rispetto dei valori storici e architettonici dell’immobile.